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Mezzi elettrici per le consegne: quali sono ancora i limiti e come la tecnologia li sta superando?

7 set
Tempo di lettura: 3 min

colonnina di ricarica per macchine

Nel 2025, i van completamente elettrici hanno rappresentato il 10,3% delle nuove immatricolazioni in Europa, rispetto al 6,2% dell’anno precedente. Un dato che conferma la crescita dell’elettrificazione anche nel settore dei veicoli commerciali e apre nuove possibilità per la logistica e le consegne urbane.

Ma utilizzare una flotta elettrica non significa aver già superato ogni limite operativo. Autonomia, ricarica, pianificazione dei percorsi e organizzazione del lavoro restano aspetti centrali da gestire.

In questo articolo analizziamo i principali limiti attuali dei mezzi elettrici per le consegne e il ruolo che tecnologia e organizzazione possono avere nel superarli.


L’autonomia dei mezzi elettrici è ancora un limite?

L’autonomia è spesso il primo problema che viene sollevato quando si discute dell’utilizzo di una flotta elettrica.

Chi utilizza quotidianamente veicoli elettrici sa che l’autonomia dichiarata dalla casa costruttrice è un valore orientativo, calcolato su condizioni di utilizzo standard.

Di conseguenza, è necessario tenere conto anche dello stile di guida del conducente, della velocità, del carico trasportato, del percorso e delle condizioni climatiche.


Nel 2025 Geotab ha analizzato oltre 3 milioni di viaggi, includendo veicoli commerciali elettrici leggeri. Il risultato sui furgoni è molto concreto. Prendendo come riferimento un furgone elettrico con batteria da 65 kWh, a 30 °C e con aria condizionata attiva, passando da 80 a 129 km/h l’autonomia stimata diminuisce di circa il 39%. Lo studio evidenzia inoltre che, soprattutto sui mezzi più grandi, ad alte velocità la resistenza aerodinamica può incidere sull’autonomia più del caldo e dell’aria condizionata.


Questo significa che l’autonomia non è soltanto una caratteristica tecnica del mezzo, ma anche una variabile operativa da conoscere e gestire.


La ricarica fa parte dell’organizzazione del lavoro

Un altro dubbio che emerge spesso riguarda il tempo di ricarica del veicolo.

I tempi di ricarica, infatti, non sono sempre gli stessi: dipendono dalla capacità della batteria, dalla potenza accettata dal mezzo e dalla potenza della colonnina utilizzata.


Avendo una flotta interamente elettrica, come nel nostro caso, non è importante soltanto capire come ricaricare, ma soprattutto quando farlo. Programmare la ricarica durante le ore in cui i veicoli sarebbero comunque fermi può rappresentare un vantaggio operativo e permettere di ridurre i tempi di inattività.


Pianificare i percorsi diventa ancora più importante

A questo punto, diventa fondamentale, tenere conto di tutti i chilometri che possono essere evitati, sottolineando l’importanza di un route planning preciso che consideri ritiri, consegne e resi.


Una pianificazione più efficiente, che integri tutte queste attività nello stesso percorso, permette di sfruttare meglio l’autonomia disponibile e di rendere più sostenibile l’operatività quotidiana.


Come la tecnologia aiuta a superare questi limiti

La tecnologia può aiutare a gestire alcuni dei limiti legati all’utilizzo di una flotta elettrica, soprattutto quando il numero di ritiri e consegne aumenta. Avere a disposizione le informazioni necessarie permette di organizzare meglio il lavoro e utilizzare in modo più efficiente l’autonomia disponibile.

Tra gli strumenti che possono supportare questo processo c’è il route planning, che permette di pianificare i percorsi tenendo conto delle diverse fermate previste durante la giornata e di ridurre, dove possibile, chilometri e spostamenti non necessari.


In Ecosmos utilizziamo la tecnologia anche per supportare la pianificazione della nostra operatività quotidiana. L’obiettivo non è aumentare fisicamente l’autonomia di un mezzo elettrico, ma utilizzare nel modo più efficiente possibile quella che abbiamo a disposizione.


Perché l’ultimo miglio urbano è particolarmente adatto all’elettrico

L’utilizzo dei mezzi elettrici può trovare nell’ultimo miglio urbano un contesto particolarmente adatto. Percorsi circoscritti, distanze pianificabili e il rientro dei mezzi al deposito permettono di organizzare con maggiore precisione sia le consegne sia i momenti dedicati alla ricarica.


Questo non elimina i limiti legati all’autonomia, ma permette di conoscerli, pianificarli e integrarli nell’operatività quotidiana.


La nostra esperienza con una flotta elettrica

In Ecosmos, come anticipato, abbiamo scelto di avere una flotta 100% elettrica. Attualmente organizziamo la ricarica direttamente in magazzino durante la notte, così che i nostri mezzi possano partire già carichi, oppure durante la pausa pranzo, quando sarebbero comunque parcheggiati.

In questo modo, la ricarica entra a far parte dell’organizzazione quotidiana senza diventare necessariamente un ostacolo all’operatività.




Fonti

European Environment Agency (EEA) → quota dei van elettrici nelle nuove immatricolazioni 2025;

Geotab → analisi dei 3 milioni di viaggi e impatto della velocità sull'autonomia.

 
 
 

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